A volte un condor
che ti sbrana il cuore
usando un anestetico
di miele,
t'inietta l'acre
retrogusto al fiele
e quando ti risvegli
è già dolore.
Cert'altre
c'è una fragile coscienza,
un grido soffocato
all'esistenza
che cerca dentro al buio
il suo bagliore
smorzato da chi gioca
con l'amore.
Talvolta, c'è un respiro innamorato
del cielo, della luna, delle stelle,
dell'anima per cui si è consacrato
che sfiorerà soltanto in mezzo a quelle.
E qui c'è il pianto di disperazione,
tutti i singhiozzi della sua emozione.
Comprendo chi non vuole sia compresa,
lascio l'ultima stanza per la resa.

Nessun commento:
Posta un commento