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21 novembre, 2011

I vestiti dell'imperatore

"Maestà, quanta eleganza in quei tessuti
di sete, pizzi e trame di broccati!
(Sulla sua nudità restate muti
od eziandio sarete giustiziati!) ".

E il re si rimirava nello specchio
vestito solo d'abili parole
al cui confronto il cencio dentro al secchio
sembrava il più bel petalo di sole.

Maestà non s'avvedeva dell'inganno
e raccoglieva solo il complimento,
misero dono ai piedi del suo scranno
che s'involava come nebbia al vento.

E s'attorniava di quei cortigiani
che per timore d'essere scannati
lodavano in sonori battimani
quegli abiti di chiacchiere tramati.

"Ma il re porta soltanto le mutande!"
gridò improvvisamente un ragazzino
e venne imbavagliato dalla grande
ipocrisia del popolo meschino.

Hai voglia a dire "Il gusto è soggettivo";
c'è differenza tra la stoffa e il niente
che chiama "seta" chi vuol restar vivo
nel regno di quel re sciocco e indecente.



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