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28 novembre, 2011

Tracce eterne

Due artigli mi strapparono all'infanzia
e mi sentii afferrata dalla morte,
catapultata nel profondo abisso
dove anche Dio sparì con le sue corte
braccia che non si tesero in aiuto
quando gridai il suo nome all'infinito.

La Dama Nera trapiantò il mio fiato
nel grembo della notte senza stelle
e il buio non ha avuto più contorni
e notti diventarono i miei giorni.

Ho tracce eterne sopra e sottopelle.

Dal nero d'assoluto, stilla a stilla
di questo ineluttabile sentiero
un soffio di Poesia fu la scintilla
d'Amore che riaccese il mio pensiero.

Non mi convince affatto la tua fede,
rifiuto quest'idea che il male è un dono,
che un dio sta lì a guardare ed interviene
soltanto quando è l'ora del perdono.







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