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17 dicembre, 2011

Dal cielo al sottosuolo

Poi passa come un vento devastante
sferzando dentro l'anima il respiro,
dal cielo al sottosuolo in un istante
mi spegne i sogni con un fiato scuro.

E mi schiaffeggia il viso al suo passaggio
lasciando scie di fredda indifferenza
in cui mi perdo, in cui mi sento ostaggio
del gelo che sovrasta l'esistenza.

Il sole si ritira quando è sera
lasciando impronte come cicatrici
nell'anima che sola si dispera
lottando contro palpiti infelici.

Nel solitario passo della luna
d'argento sgorgo il pianto silenzioso,
dal cielo al sottosuolo non c'è alcuna
voce che al mio dolore dia riposo.

E' tenebra l'anelito del cielo,
fin dentro il sottosuolo di me stessa
quell'alito di buio in cui raggelo
mi spezza pure l'ombra già sommessa.





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