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12 dicembre, 2011

Onoro il Poeta

In uno dei miei viaggi solitari
seguendo in cielo i voli di leggiadri
gabbiani fra le valli, monti e mari
cercavo le radici dei miei padri.

Così ho scoperto un'isola celeste
preziosa come l'oasi nel deserto
nascosta dalla coltre di tempeste
che si rovescia addosso il mare aperto.

Ci sgorga una sorgente adamantina
eppure una gran folla di persone
bevendo da una pozza marcescente
si adagia sulle bolle di sapone.

Inutile spiegarlo a chi non vede
più in là del proprio naso e dell'orgoglio
che l'acqua del pantano gli provvede
reflussi di mal d'anima e cordoglio.

Riprendo i passi miei, tiro un sospiro
volando col pensiero sul sentiero
di quella fonte limpida che cede
purezza scivolata dal mistero.

Lei passa sussurando lieve al vento
si posa sulle mani del Poeta
che versa sui suoi fogli il sentimento
di cui la sete d'anima s'acquieta.





Col pensiero al Maestro G. C. il quale dimostra con il suo esempio che la Poesia è innanzitutto uno stile di vita e di ricerca interiore.


1 commento:

Anonimo ha detto...

…..credo che sia inconfutabile la voluttà del tuo canto aldilà dei meriti che vorresti attribuire al misterioso maestro.
Anch’io mi chino e bacio quella fonte, chissà che dia ristoro alla mia sete il limpido liquore che riflette i battiti di un raggio all’orizzonte……….