Poi il cielo stende veli e scarabocchi
di nuvole che fermano il respiro
del sole, dentro fumidi rintocchi,
laddove punta in alto un campanile.
Il volo dei colombi in un ventaglio
di piume argentee s'apre sopra al vento,
splendendo un rapidissimo barbaglio,
svanito in forse meno di un momento.
Un po' come un'infanzia troppo breve
di cui conservi dentro la chimera,
pastura da cui il cuore ancora beve
nell'ombra appesantita della sera.
E stai davanti a un fuoco a camminare
col passo retrocesso nel pensiero
verso quel tempo ancora da svelare,
in cui anche il cielo nero era leggero.

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