Non bevo per poter dimenticare
ma scrivo per guardare qualche istante,
un modo di carpire tempo al tempo
che si riprende tutto con un lampo.
La sveglia suona, è l'ora di lasciare
i sogni ad occhi aperti sul cuscino,
strappare ancora un foglio al calendario
chiudendo gli occhi per l'altro calvario.
Qui lascio l'amarezza stretta al fondo
dell'anima, giocando col sorriso,
ognuno è una comparsa in questo mondo
d'inferno in cui si cerca il paradiso.
Non bevo, mi dimentico lo stesso
del male ma il dolore è il contrappasso
che resta impresso e uccide l'allegria
Un goccio con l'inchiostro... così sia!

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