Si siede accanto a me senza rumore
e un fiato caldo avvolge la mia mano,
il mondo sembra ancora più lontano
racchiuso dietro un fumido grigiore.
Lontana è quella gente là sul corso
che ferma i passi addosso alle vetrine,
il traffico, il pensiero che ho rincorso,
che ho perso scavalcando il mio confine.
Quanto buio si è steso poi stanotte
sul mio letto, a impietrirmi ogni respiro,
mentre alla gola mi teneva stretto
il fiato col tuo nome e un nodo amaro.
Che strano, sembra tutto ormai stravolto,
pensosa seguo il trotto di quel cane,
io sto al guinzaglio e lui va disinvolto.
Le mie pupille vagano lontane.
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