Tra i mandorli fioriti sul mattino
discende un mesto anelito di luna,
prove di primavera e sul cuscino
un petalo accarezza la mia pena.
E' un soffio di Poesia che sa d'amore,
sapore amaro, mare di tristezza
che scuote le mie corde sul dolore
e l'acutizza al passo delle ore.
Mi sento morta dentro, ma che importa,
ormai per me non c'è, non c'è più luce
ed ogni mio pensiero mi riporta
quell'eco d'infinito e l'infelice
coscienza che appartiene già al passato
il tempo più prezioso che ho toccato.
Prove di primavera ma è tornato
l'inverno a respirare il mio respiro,
coi petali caduti mi confondo
nel buio da cui più non mi riprendo.
Per me non c'è, non c'è più alcuna voce
primaverile, è un sibilo glaciale.
Nota: Ringrazio il Maestro Curreli per il titolo, farina del suo sacco, e per lo spunto di riflessione.
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