Cenere rosa, cipria per la luna.
Sopra le labbra l'umida mattina
che sbriciola i cristalli delle stelle
cadute nell'argento della brina.
Lungo le strade ancora avviluppate
dalla penombra azzurra passa un filo
di vento che bisbiglia le ramaglie
strappando i miei pensieri dati al cielo.
Avanza il giorno in questa notte ferma
sugli orli delle nuvole gonfiate
da un alito di sole, prende forma
il traffico in un passo di caserma.
Cenere rosa, il mio respiro scritto
una chimera abbandonata al volo
in quell'immenso oscuro mentre aspetto
che l'anima mi renda in un ghiacciolo.
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