Piove e non piove sopra la mattina
d'ovatta e goccia il fiato della bruma,
un cielo borbottante sfiora appena
il disco della luna che si sfuma.
C'è già una fila d'occhi alla fermata
del treno e labbra aperte da parole,
chi conta sulla punta delle dita,
chi lega al dito un alito di fiele
seguendo dubbie piste da un giornale.
L'argento fresco che tintinna i rami
pare proteso in una via a mezz'aria
tra il niente più pesante in cui ti stremi
e il volo azzurro della fantasia
che vela gli occhi di malinconia.
Poi non ti lascia più come il rumore
che torni a risentire nel tuo assolo.
E' una chimera d'aria anche l'Amore
ti nasce dentro e poi si libra in cielo.
Nessun commento:
Posta un commento