Un cielo nero incombe sui terrazzi
gelati come il fiato mattutino.
Le antenne come rami esistenziali
sguarniti di fogliame, nidi o fiori,
trasmettono emozioni senza odori.
Decolorando sogni e sentimento
si cullano sull'alito del vento.
Dai vetri opachi sembra guardi fuori
un rassegnato anelito di vita
sfumata in una nube di vapori
amari e dolci, un piatto di dolori.
E' troppo breve il viaggio, non c'è tempo
per fare parte del lontano mondo
che sfiori a malapena con un lampo
d'anima e si allontana rotolando.
C'è troppa gente a cui donare i resti
d'istanti che attraversano veloci
il campo della vita e non conquisti
null'altro che il ricordo delle voci.
Dai vetri opachi guardi il mondo fuori,
il cielo nero ha spento i suoi colori.
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