Arranca dal respiro dell'aurora,
la vedo qualche volta in un riflesso
sul vetro del metrò, seduta dietro
di me che sono a un'ombra dal suo passo,
ovvero una qualunque "fa lo stesso"
sfiorata in velocissimo sorpasso.
Annaspano i suoi sguardi nei pensieri
raccolti dentro il solco di una ruga
scavata dal sentiero che prosciuga
l'anima sbriciolandola in sospiri.
Eppure pare, un tempo era bambina
che si fermava ad ascoltare il mare
credendo a un dio e chissà quali chimere
vedeva nei cristalli della luna,
dai suoi ricordi sempre più lontana.
Arranca fino al passo della sera,
la vedo qualche volta nella notte,
riflessa da una lacrima di cera
nel buio senza sogni che la inghiotte.
Nessun commento:
Posta un commento