Che te ne fai della luna nel pozzo
quando la notte ammanta di tristezza
le nuvole col gelo, i rami, il grezzo
anelito di vento che ti spezza.
E la malinconia ricalca i passi
fra istanti che per te erano diamanti
mentre per chi soltanto quattro sassi
buttati al caso, ai calci dei passanti.
Che te ne fai del pianto silenzioso
che stringi nella gola e non fai uscire
perché non hai un perché a giustificare
il male che ti stringe tra le spire.
E questa nostalgia che ti sormonta
a ondate sale, scende, poi risale
ancora tra le ciglia e non ti sconta
neanche una stilla d'anima che assale.
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