La notte mi attraversa furibonda,
si lancia come un sasso sul mio letto,
la voce mi rimbalza da una ronda
di stelle mentre l'anima rigetto.
Il letto succhia i fiotti del mio pianto,
l'attonito silenzio che si spezza
fra scogli d'incertezze, di sgomento
che fa rabbrividire il fiato al vento.
La notte è un'altro tempo di dolore
che scardina i confini dentro al petto,
rimbomba, echeggia, mi dilania il cuore
finquando anche l'immenso sembra stretto.
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