Un raggio obliquo taglia il pergolato
dei glicini, scintilla come fosse
il filo di una lama di metallo
dorato che trafigge le ombre smosse.
Il vento vespertino fischia piano
fra i grappoli di petali sfuggenti,
mi sembra quasi d'essere su un treno
in corsa sui binari degli istanti.
E' già lontano ieri e questa sera
ancora cerco invano la tua mano
nel mentre un'ombra affonda come lama
nel soffio del respiro che mi trema.
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