Si leva all'alba anticipando il sole
dall'ombra tremebonda dell'olmata
l'intenso canto di una capinera,
fedele più del bianco campanile
che quasi sfiora quella volta nera.
Per lei potresti metterci la mano
sul fuoco che alle quattro del mattino
ti goccia argento fresco fra i pensieri
al contrattempo di quei mesti umori
finquando spezza il fiume sul cuscino.
Non sai che cosa dice, non la vedi
ma senti che dal buio ti accompagna
tra fole profumate di montagna
incontro alla Poesia cui più non credi,
laddove il sole è un occhio dardeggiante
che incenerendo si proclama amante.
Non è risorto il Cristo in questa terra
da cui in realtà non è neanche mai nato,
il seme umano sboccia da uno sputo
e in meno di uno sputo si sotterra
per poi divinizzarsi nel commiato
che innalzerà l'altare della gloria
con fiori, canti e preci alla memoria.
Non è mai nato Dio da queste parti,
non credo sai alla storia che m'incarti.
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