Un fiato d'aria gelida trapassa
l'anima e dentro l'anima sprofondo
riversa su me stessa dalla scossa
di una tristezza immane, senza fondo.
Non c'è una via d'uscita a questa morte
che il cielo per errore chiamò a vita,
l'Amore ha chiuso all'alba le sue porte
materne e non comprende l'infinita
disperazione della mia caduta
né la desolazione sconfinata.
Un fiato d'aria gelida e ritorna
l'inferno col suo anelito esiziale,
l'angelo mi trafigge col puntale
l'anima come un foglio di giornale.
Annaspo, ingoio il buio, sputo il male,
poi il mare mi bisbiglia da lontano
spingendomi al sentiero siderale
col cuore sempre stretto in una mano.
Difficile trovare chi comprende
quando sei lì sull'orlo dell'abisso,
dell'anima l'Amore a cui si tende
nel mentre stai affondando dentro un passo.
Parlarne è vano, sai, non fai capire
che ti rivolti contro quel dolore
che a un passo dal respiro ha le sue spire
ma sta come un cilicio intorno al cuore.
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