Come se avesse fatto un passo indietro,
quasi che urlasse il suo ripensamento,
quel vento sbuffa l'alito sul vetro
che sa di pioggia, grandine e tormento.
Un passo lungo più di qualche metro
ha riportato al centro dell'inverno
la primavera sotto al cielo eterno,
strappando foglie e fogli di quaderno.
Andando avanti ci guardiamo dietro,
funamboli in balìa di tanti eventi,
in bilico su strade e sentimenti,
baratri dove cadono i momenti.
In questo giorno dal respiro tetro,
oltre il cipiglio degli anfratti neri,
uno spiraglio... Aneliti leggeri
di sole ma non scalda i miei pensieri.
E' immoto il tempo nella piazza vuota,
soltanto il fontanile scroscia un canto
sui quarti che ribatte il campanile
fra passeggere nuvole d'argento.
Sto sveglia dentro un sogno che non basta
al volo di una rondine lontana
dalla malinconia che mi sovrasta
scrosciando come l'acqua di fontana.
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