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12 maggio, 2012

Come le cose che non hanno nome

Mi spinge con un soffio di respiro
verso qualcosa a cui non do più nome,
nella mia solitudine compressa
che m'allontana pure da me stessa,
ma non indago più per cosa o come
non cerco neanche l'ombra di un barlume.

Come le brume vado nella notte
ad ascoltare il cielo delle foglie,
fra lacrime di luna e stille strette
da un nodo di tristezza che non scioglie
dal mio respiro il vento che mi spezza,
sperdendomi su strade di catrame
in spore che non tornano più insieme,
come le cose a cui mai diede un nome.

I petali galleggiano sul velo
del sole, gli colorano il respiro,
giro lo sguardo verso un altro lato
tornando dentro il guscio del mio mondo
sperduto chissà dove là in quel nero.

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