Luna di maggio, pioggia di novembre,
fra veli d'ombra il vento sopra al lago
spettina l'acqua, spezza i cerchi e il vago
riflesso collinare verdemare.
Intreccia i giunchi sulla sponda opaca
mentre il sambuco in fiore si protende
verso la fola fioca di una luna
che sbriciola i respiri sulle fronde.
Non so come mi prende, come accade
ma la malinconia mi taglia il passo
e il cuore sembra rovesciarmi addosso
la nostalgia che l'anima mi assale.
Come quest'acqua che in silenzio scende
scavando lungo i bordi delle strade,
raggiunge il punto in cui mi fa più male
e mi trafigge con il suo pugnale.
Nessun commento:
Posta un commento