La notte langue, cerca il paradiso
ma il soffio l'è sfuggito dalle mani
all'improvviso, risvegliando al buio
il cuore con un tonfo e tu rimani
a constatare come il silenzioso
immenso scioglie il giogo dei domani.
Sei già sepolta dal velluto nero
di luce implosa, arresa al suo mistero.
Non sono no, delusa dall'Amore,
il mio sa d'infinito e mi sovrasta,
l'ho dentro e fuori come il dispiacere
di tanta falsità che lo contrasta
battendo senza suono sopra al cuore
la marcia funeraria cui si presta.
Sto già raccolta sotto il suo mistero
di luce implosa, chiusa in un pensiero.
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