La sera fa più intimi i pensieri
raccolti nei respiri più profondi
e scendi dentro te in punta di fiato
fra le macerie che tu solo vedi
e strappi che non hanno ormai rimedi.
Le stille che alla luce non concedi
scintillano il silenzio come stelle
nel buio dell'immenso al quale chiedi
perché tanto dolore sottopelle.
Ripensi alla tua breve primavera
migrata in chissà mai quale sentiero
dell'infinito come un aquilone
smarrito eppur legato nel pensiero.
La sera fa più intimi i respiri
e t'imbandisce il desco della vita,
riassaggi ad uno ad uno tanti istanti,
tanti te stesso in punta delle dita
come di amici ormai troppo distanti.
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