In quel frutteto è tutto ravvizzito
che s'anche lo irrorassi con un fiume
l'anno del mai vedrai sbocciare un seme,
seppure ti ci dai con gran passione.
Il bene, amica, si muta in male
sfiorando quell'anelito glaciale,
solo alla luna tende come artigli
quei rami spogli mentre graffia i sogni.
E' inutile, mia cara, che t'impegni
a darti anche la zappa sopra ai piedi,
rimbalza sulla roccia, non lo vedi
che quel deserto neanche al cielo è aperto?
Se gli vuoi bene, stattene lontana,
ogni tuo gesto sgorga un'altra spina
in cui vi fate ancora un altro torto,
nessun miraggio vi darà conforto.
Eclissati nell'ombra della luna...
Forse sta lì la via che vi avvicina.
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