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09 maggio, 2012

L'organo stonato

Il sole dardeggiante se n'è andato
verso altri lidi come una chimera
dorata che ti abbaglia e poi ti lascia
impressa nello sguardo un'ombra nera.

Così si tende al passo della sera
l'umido vento fumido di nebbia
frusciando come schiuma sulla sabbia
disfatta dal suo fiato che scolora.

La notte e poi domani un altro giorno
di lotte dure e voglia di tornare
nel liquido respiro dell'eterno
senza più voglia di ricominciare.

E implori sottovoce quelle stelle
sentendo in fondo l'urlo del dolore
spaccarti il cuore, l'organo più folle,
stonato come al mondo sta l'Amore
quando è il cliente di un albergo ad ore.

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