Il fragile sospiro della sera
s'è spento sulle fole del mattino,
il sole disconosce la preghiera
dei grani di rugiada sopra al grano.
Tu mi parlavi d'angeli e di voli
d'argento fra i respiri delle stelle,
disegni arcani, mani nelle mani
nell'infinito azzurro sulle zolle
minuscole dei nostri passi umani.
Parlavi e mi sembravi per davvero
una creatura alata dell'immenso,
breve scintilla che ha spezzato il nero
passando e sei tornata insieme a loro.
Quel lago che ci ha viste tante volte
insieme a passeggiare sulla sponda
riprende le parole ormai disciolte
al vento e specchia il cielo sopra un'onda.
Il fragile sospiro della sera
riluce in una perla di rugiada
amara quanto il passo sulla strada
della malinconia che mi dispera.
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