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14 maggio, 2012

Selene era così

Il fragile sospiro della sera
s'è spento sulle fole del mattino,
il sole disconosce la preghiera
dei grani di rugiada sopra al grano.

Tu mi parlavi d'angeli e di voli
d'argento fra i respiri delle stelle,
disegni arcani, mani nelle mani
nell'infinito azzurro sulle zolle
minuscole dei nostri passi umani.

Parlavi e mi sembravi per davvero
una creatura alata dell'immenso,
breve scintilla che ha spezzato il nero
passando e sei tornata insieme a loro.

Quel lago che ci ha viste tante volte
insieme a passeggiare sulla sponda
riprende le parole ormai disciolte
al vento e specchia il cielo sopra un'onda.

Il fragile sospiro della sera
riluce in una perla di rugiada
amara quanto il passo sulla strada
della malinconia che mi dispera.

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