Il vento cuce i veli dell'aurora
con fili rosa e polline di sole
calzando un'altra maschera sul viso
del giorno che già abbonda di parole.
Coprire questo tutto con un soffio
d'aerografo e riempire di colore
il solco che mi lascia un altro graffio
d'artiglio che fa sanguinare il cuore.
Quanti secoli occorrono alla notte
per distillare un petalo di luce
da conservare nelle cristalliere
come boccette d'acqua della pace.
Aiuto! Ancora un giorno col puntale
che infilza gli occhi nella sua menzogna,
inquina pure l'aria di montagna,
strappando il cielo l'anima mi segna.
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