Così, alla tua salute, mio Tesoro,
stasera riempio il calice di stelle
che dietro il velo argenteo del mio pianto
sembrano più lucenti in questo folle,
nostalgico delirio di dolore
che sbriciola i pensieri in fondo al mare.
Non sento il vento, no, non c'è tormento
nell'ala dell'azzurro che si schiude
prendendo in braccio le mie braccia nude
e il fiato di tristezza si recide.
L'immenso che mi aspetta non delude,
sopravvivendo al male che mi uccide
mi scalzerà l'impronta del suo piede.
Così, alla tua salute, mio Tesoro,
mi bevo il sentimento in sorsi d'oro
da un calice di stelle, una conchiglia,
e volo sul tuo passo che mi artiglia.
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