Mia madre aveva il grano nei capelli
e gli occhi di smeraldo, come foglie
lucenti di rugiade rotolanti
come ruscelli scorsi tra le maglie
del buio che dormiva sul cuscino.
Aveva le parole negli sguardi
e sulle labbra soffi di silenzio
a inumidire il velo dei ricordi
inciso tra le pieghe di un sorriso
fuggevole, di nuvole d'assenzio.
Il tempo ha incenerito le sue spighe
che piovono l'argento sopra al campo
del viso ormai solcato dalle rughe.
Seppure sembra quasi un letto asciutto
del fiume consumato dai domani,
negli occhi ha ancora il vivido barlume
e il grano dentro i palmi delle mani.
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