Nemmeno se scendesse Gesù Cristo
dalla sua croce con i chiodi in mano
ritornerò mai più su quel terreno
da cui ora fuggo sempre più lontano.
Sigilla il cuore, poi sigilla gli occhi,
scrolliamoci la polvere dai tacchi,
a ognuno ciò che merita e il tuo assolo,
anima mia, è abbracciato da quel cielo.
Nemmeno se scendesse dalla croce
quel cristo incoronato dalle spine
darò una mano in nome della pace
a chi ho lasciato dietro il mio confine.
Nessuna rabbia, no, nessun rancore,
nessuna stilla che mi riga il volto,
invero ho messo lì tutto l'Amore
dove soltanto il fango fu raccolto.
Così ciascuno segue il suo disegno,
chi in cielo e chi alla melma dello stagno.
Tu vola, anima mia, col più bel sogno
fra stelle palpitanti di Poesia
mutando le tue lacrime in un canto
azzurro che già abbraccia il firmamento.
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