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14 giugno, 2012

Cenere di paglia

I lenti pomeriggi, quell'estate,
sembrava che ignorassero la sera
e andavano col passo delle notti
d'inverno trascinate sull'aurora.

E senza più speranza camminavo
tra i campi riarsi, con desolazione,
fra la malinconia in pungenti morsi
che scavalcava i graffi delle spine.

Il mare chiuso dentro una conchiglia
rosa portava gli echi delle fole
d'infanzia, un velo muto tra le ciglia
e cenere di paglia sotto il sole.

Non fui adeguatamente preparata
ad affrontare quella nuova vita...
La precedente venne cancellata
quasi fosse un abbozzo di matita.

In cenere di paglia ero finita.

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