A che serve la notte se i sogni
mi risvegliano poi all'improvviso
fra le lacrime gelide ed ogni
mio pensiero è un sussurro reciso.
Malinconico il buio sovrasta
i sospiri di un soffio di luna,
l'orologio sul muro si guasta
da due secoli è fermo sull'una.
A che serve la notte se tuona
nel cuscino il suo cupo fragore,
non dà pace, non tace, non dona
un sollievo d'ossigeno al cuore.
Poi mi butta frammenti sul letto
come schegge taglienti di vita,
sull'aurora prosegue il suo getto,
anche lei, come me, si è smarrita.
Nessun commento:
Posta un commento