E' ruvido il respiro del mattino,
un guizzo d'aria ghiaccia si ripassa
i bordi delle nuvole che ammassa
nel cielo e come avesse un punteruolo
di gelo mi trapassa pure le ossa.
Non filtra neanche un fremito di sole
da quella coltre di vapore scuro
che ammanta di mestizia le parole
legando il fiato con un nodo amaro.
Inutile cercarmi fra i sentieri
di ieri quando sfugge anche il presente,
non libero la strada ai miei respiri,
vorrei sparire agli occhi della gente
svanire come fumo e poi più niente.
Mi dico, guarirà questa ferita,
ma intanto sento l'animo distrutto
dal peso della pena e l'infinita
tristezza che mi butta giù dal letto.
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