Sboccia gocce scarlatte il melograno
fra i rami, come mani sanguinanti
protese verso l'alito turchese
del cielo, quasi implorino la fine
di chissà quale sofferenza immane
e chiedano la carità del volo
divino per portarsi oltre il confine.
Gocce scarlatte i grani del rosario
che avvalorava il saio francescano,
"Figliola, accetta il male come un dono
di Dio, è perché ti vuole più vicina..."
Sarò blasfema, padre, ma perdona,
non avrei mai voluto il suo "regalo"
che mi è costato il cuore e l'innocenza
sfiorati nel mio mondo di bambina.
Fammi il favore, digli stia lontano!
Gocce scarlatte sboccia il melograno...
Poi i rami che mi presero per mano.
Nessun commento:
Posta un commento