Un suono di campana spezza il duro
tessuto d'afa steso sul meriggio
e un frullo d'ali fugge verso il mare
addormentato dal rovente sole.
Sale il mercurio della colonnina
e il cielo sembra sia un febbricitante
malato con il fiato incandescente
e qui il delirio dentro la sua mente:
La mela ed il serpente nel giardino
azzurro, la bilancia, il bene, il male
che rende più feconde delle mele
serpi a sonagli in questo baccanale.
Non tace la rapace biforcuta
vocetta di malia che salta e zompa
cercando di nascondere il misfatto
maligno dietro un ghigno da Stregatto.
L'invidia e la perfidia dei serpenti
non tollerano il gusto zuccherino
di mele e gli rimangono fra i denti
lo sporco ed ogni scarto del giardino.
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