Non mi persuade la luna che cade
a goccia a goccia come la rugiada
sui rami tesi all'ombra della notte
e in meno di una fola li recide.
La preferisco qui sul mio quaderno
dove non cade foglia ch'io non voglia
e non artiglia il cielo la sua lama
arrugginita al gelo dell'eterno.
Non mi convince quella neve bianca
che stende col suo fiato silenzioso
l'immacolato abbaglio dove arranca
e con un passo scioglie il suo prezioso
ordito. Meglio in questo mio paesaggio
che sopravvive al tempo ed al suo oltraggio.
Andate via serpenti incantatori
ad abbracciare con le vostre spire
il languido tepore delle case
che avvelenate poi con quei sottili
sibili che si fingono gentili.
Per voi non spendo spazio né colori,
dal mondo immaginario siete fuori.
In questo foglio voglio solo il lieve
respiro d'infinito che mi beve.
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