La nebbia opaca abbraccia l'orizzonte
dai monti al mare e ancora non si leva
la voce dell'aurora, la campagna
è una distesa d'ombra trasognante.
La luna sembra vuota pure piena,
un fossile di cielo, un osso duro
su cui rimbalza l'eco della luce
sfiorando appena la sua superficie.
Eppure goccia lacrime d'argento
su ciglia addormentate, fra gli ulivi,
come se avesse un delicato unguento
con cui rinfresca i sogni a morti e vivi,
tutti dormienti sotto il firmamento.
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