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02 giugno, 2012

Nella fabbrica dei sogni

Infine anche la luna, sai, si è arresa
con una fola bianca, là in quel mare
d'immenso che l'ha colta di sorpresa
e senza scuse ha spento il suo chiarore.

Debole come il lume di candela
al soffio di una nuvola d'argento
sorvola la bugia di un'altra aurora
chiudendo gli occhi col respiro stento.

Si fabbricano sogni alla catena,
per vanto il vento straccia anche l'ordito
dell'anima, poi suona la sirena
sul tempo, ma è una pietra la mia pena.

La cenere nei palmi delle mani
riluce ancora un flebile riflesso
d'istanti sospirati. Con un filo
di fiato soffio il sogno che non posso.

Rispondo solamente di me stessa
in questa giostra che motiva il vento,
mi arrendo, chiudo anch'io, come la luna
lo sguardo per tenermi dentro il pianto
tra veli di tristezza e disincanto.

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