Un luccichio di grano, le campane
diffondono sull'afa vespertina
un'aria di preghiera che rimane
sospesa sulla soglia della sera.
E poi le stelle, briciole di luce
silente sopra il fiato della strada,
immota come i chiodi sulla croce
imperlano l'immenso di rugiada.
E' mesto, questa notte, il taciturno
sentiero che percorre la mia penna,
non ha la meglio il caldo sull'inverno
dell'anima, cui il cuore mi condanna.
Ma poi le stelle dicono che il vento
porta lassù l'anelito del mare,
un'eco d'infinito fra i cristalli
lucenti dello spazio siderale.
E sento la sua voce trasparente
attraversare i margini del tempo,
un lampo lega il filo del respiro
portando via con sé ogni mio pensiero.
Nessun commento:
Posta un commento