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18 giugno, 2012

Spoglia di meraviglia

Spoglia di meraviglia chiudo gli occhi.
Non mi sorprende più quella freddezza
di pietra tetra, triturata in fiocchi
d'azzurro, sparpagliati sulla brezza.

Persino il cielo abbozza in un sorriso
amaro e sventa quella luna spenta
di sogni che s'incipria d'unto il muso
per luccicare nell'assurda scena.

Mamma, che pena! Suona la sirena
e gli artigiani corrono a impastare
le nuvole di plastica sul mare
di legno o d'alabastro, la polena.

Ghirlande e fronde per la pozzolana,
le rane gracidanti dello stagno,
merletti bianchi in cui s'acquatta il ragno:
"Te segno mò e domani me te magno!".

Spoglia di meraviglia chiudo gli occhi.
Le stelle sono sempre più distanti
mentre respingo in fondo come blocchi
di ghiaccio le mie lacrime cocenti.

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