La sera scende in fretta sulla valle,
così altrettanto lesti anche i turisti
come una carovana in fila indiana
dileguano oltre il bosco la fiumana.
Sale un silenzio lieve fra i sussurri
di frulli d'ali e fremiti di piume,
i brividi dell'erba che raccoglie
fole di vento e bruma in chicchi azzurri.
Le pietre levigate dal passaggio
di un lago che è volato via col tempo
raccontano di secoli in un raggio
di luna rimbalzata sopra al campo.
La notte stenta e conta nell'ovile
le pecorelle a chi soffre d'insonnia,
per chi sospira e sogna ad occhi aperti
inventa una miriade di concerti
là nell'immenso spazio siderale.
E quante stelle poi a tremare il velo
del cielo, i soffi d'ombra tra le foglie
bagnate dal respiro del grecale
che porta a valle l'alito del mare
coi suoi cristalli in cui ha sgranato il sole.
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