E' colpa della luna, la sua piena,
le unghiate a fil di lama, spicchi e quarti.
Riparti in quarta, spezza la catena
da neve e porta il cuore ai ferri corti.
Piuttosto che posarlo nelle mani
di chi lo pesta e poi te lo calpesta,
sta meglio prigioniero del mistero
fra i passi solitari dentro il nero.
Ti lascio, Amore, l'ultimo barlume
d'anima e come lacrima sul fiume
svanisco nel silenzio fra le stole
nebbiose in una fola di pensiero.
Nessun commento:
Posta un commento