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20 luglio, 2012

E' morta ma non se n'è accorta

Vagando, lo sguardo si posa
lassù sopra un banco di nebbia,
disvela e non svela la sabbia
dell'alba che s'è appena schiusa.

Mi sembra la stessa di ieri
variando di poco i colori
dei toni, nei suoni, gli umori,
la terra sotterra i pensieri.

Cammina una faccia di luna,
col bronzo del grano bruciato
si trucca, reclina la schiena,
che pena il suo teschio isolato!

Quell'orbite vuote s'appiena
del gelo di cui si circonda
montando le nuvole, inscena,
carpisce al fragore dell'onda.

E' morta, ma non se n'è accorta.
Non suona per lei la campana
nell'aria di cui sembra piena.
Mioddio, quella luna, che pena!

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