Non conto. Più o meno cinquanta
ma sono la stessa di sempre,
di quattro, di venti, di trenta.
La stessa fanciulla che guarda
disegni di nuvole in cielo,
che salta giocando alla corda
o insegue i gabbiani dal molo.
La madre che torna bambina
calcando le impronte dei figli,
crescendo coi loro sorrisi,
piangendo nel buio gli sbagli.
La stessa che ascolta incantata
le voci del vento, del mare
dal bosco alla sabbia dorata
che smonta i castelli del cuore.
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