Stanotte l'abbiamo sentita
cantare dai muti cipressi
vestendo di suoni il silenzio
gelato dall'ombra dei passi.
Riempiva la notte di vita
sul campo dei fiori percossi
dal vento e versò come unguento
la limpida voce d'argento.
Infine l'abbiamo veduta
volare sul muto lenzuolo
del cielo, seguendo l'assolo
nel nero l'abbiamo perduta.
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