Cammino lentamente sulla riva
del mare mentre sbriciolo i pensieri
usando la sua forza distruttiva
che schiaccia pure i passi più leggeri.
La prima ondata butta giù il torrione
di sabbia, annebbia il volo dei gabbiani
e proseguendo nell'andirivieni
gelato rade al suolo le mie mani.
E' un'isteria quel vano tentativo
di contrastare il vento che mi spinge
nella tempesta e guasta quel che resta
di buono in uno sguardo ancora vivo.
L'ultima ondata porta via le impronte
del sole che si è spento nell'abisso.
- E' un'isteria! - sussurra ancora il vento
buttandomi altro mare sulla fronte.
L'ultima ondata avanza e retrocede,
ha cancellato il mondo con un piede.
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