e bere fino a far stordire il cuore,
finquando questa strada rovesciata
mi appare e mi riporta alla pineta,
la spiaggia d'oro, i veli delle suore.
Sentirle respirare qui vicino
e ricucire i petali in un fiore
di sabbia in un anelito marino
di spuma e ondate piene di rumore.
E poi ritorneranno le tempeste
per rovesciare i calici del cielo,
l'effluvio malinconico d'agreste,
la notte stretta nel più nero velo.
E poi la nuova aurora scolorita
da lacrime taciute tra le ciglia,
le immmagini sfocate della vita
su un trasparente fondo di bottiglia.
E bere sino ad affogare i sensi
la pioggia della mia malinconia,
fra nembi d'alabastro e cieli immensi
per ubriacarmi il cuore di poesia.
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