Già se ne sono andate le cicale
coi canti che tremavano le sere
roventi e un fresco arpeggio di grecale
rimbalza gli echi della primavera,
dall'ombra degli ulivi spettinati
fino agli scrosci sopra la scogliera.
Rincalza l'onda e scalza m'incammino
col desiderio della tua presenza
fra i rivoli di sabbia e il plenilunio
di platino che non sa mai abbastanza
di te nel mentre scivola dal mare
malinconia impalpabile nel cuore.
Echi di primavera il tuo respiro
frizzante ed inebriante come i suoni
dell'onde musicanti e nel pensiero
mi sembra di sfiorare le tue mani
dentro l'immensità di questo nero.
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