Era altra cosa il mare della sera
e mi soffiava il cielo dentro agli occhi
inumiditi d'anima e stupore
fanciullo, sulla sabbia di un castello.
Dal primo sole all'ultimo respiro
lunare che scioglieva come fiocchi
d'argento, era lo spazio d'infinito
di un batter d'ali nell'immenso ordito.
Mentre cancella l'orma del mio passo
mi traccia nel pensiero il suo riflesso.
Era la nostalgia che sento adesso.
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