Poi pure il cielo smette di girare
fissando le pupille nella notte
bella, per chi smarrisce ritrovando
futuri paradisi tra sorrisi
da nulla e si rallegra di uno sbando,
aprendo quell'inferno appena sotto
il pavimento che sorregge il letto
di nuvole in cui culla il breve gioco,
in fondo tutto il resto conta poco.
Ma il cielo immoto resta ad imbastire
l'anima con i punti delle stelle,
dolori lancinanti sottopelle
col gelo che la stringe con le spire.
Beato chi si adagia in paradiso
dimenticando fuori ogni altra cosa
almeno per un attimo un sorriso
gli accende questa notte tenebrosa.
Ha perso tutto? Certo, non la voglia
di andare in cerca d'ogni luna nuova
di cui non sente i graffi quando artiglia
l'anima e qualche istante si ravviva.
Beato chi del niente si consola
e senza niente amare in cielo vola!
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